Tango

liberamente ispirato all'omonima drammaturgia di Slawomir Mrozek

Regia di Maurizio Felisati e Danila Marongiu

Rassegna Itinerante Fita Milano 2011/2012: Terzi Classificati

Miglior Attrice Non Protagonista a Lucia Tulli

Il testo di Mrozek, al quale ci siamo ispirati, narra di una famiglia dove pare si sia trovata un'armonia legata da idealismi di libertà, vissuta quotidianamente in un caos dove il materialismo sembra superato da una reciproca tolleranza dei membri della famiglia stessa: non importa se c'è il caffè o il letto occupato da altre persone o spazi invasi da oggetti inutili e vetusti.

Un idealismo, nato molti anni prima, attraverso il quale chiunque, oltre a pensare liberamente, poteva fare all'altro quello che voleva in nome di un principio di trasgressione fine a se stessa.

Una sorta di pensiero libero, senza regole, forme e valori significativi; un preludio di una società dove il potere veniva scambiato per tolleranza.

Ed è in questa visione di perfezione nell'imperfezione che nasce la contro-rivoluzione di Arturo, che osteggia apertamente il padre in una diatriba che va al di là di uno scontro generazionale.

Arturo, infatti, sembra avversario accanito di questa formula comunitaria e cerca inutilmente di combatterla: nella media ignoranza dei componenti che vivono un quotidiano apparentemente innocuo, nasce la torbida violenza di un qualunquismo nichilista pronto ad armarsi laddove viene minato da una possibilità di pensiero che cerchi di sistematizzare, regolare e, in un certo senso, legiferare.

Mrozek snida lentamente il principio secondo il quale l'assenza di norme porta ad un'unica strada, quella di uno stato di regime, poiché è solo dalla mancanza di alternative condivise che trionfano i poteri forti, pericolosi e spietati.

Ma anche dall'ossessione di costruire un ordine del mondo possono nascere e debordare deliri di onnipotenza dei quali rimane vittima anche Arturo, trasformandosi, così, in boia e martire di se stesso.

Un'opera che ci è costata fatica nel cercare di adattarla ad un passato storicamente vero, vissuto in tanti paesi del nostro piccolo mondo e ad un presente che continua a svelarci il rischio di piccole e grandi logiche di dominio, presentate nelle forme che più ci aggradano, e, proprio per questo, apparentemente innocue.

Il potere per il potere deve trionfare, in qualsiasi modo si manifesti; il tentativo del puro, del vero pensatore soccombe all'ignoranza che vuole distruggere la faticosa costruzione del sé votato alla conoscenza.

Forse una storia antica, forse una storia moderna, sicuramente una storia inquietante.

CAST

Gianluca Barbieri

Marina Mannato

Luigi Penatti

Lucia Tulli

Barbara Bersani

Simona Pappacena

Monica Sergi

Anna Zimbardi


TECNICI AUDIO / LUCI

Stefano Galimberti

Antonio Gramaglia

SCENOGRAFIE

E COSTUMI

Loredana Boati